Quando la passione arriva in tavola
Scritto da Quentin il September 24, 2010 | 7:50 am | Stampa
Da sempre l’argomento “cibi afrodisiaci” ha colpito e appassionato il pubblico. Perché anche ai più “freddini” piace pensare che basta farsi una bella e sana scorpacciata di qualche gustosa pietanza “carnale” per risvegliare bollenti spiriti. E così lo zafferano è annoverato fra le sostanze più potenti nell’aumentare la libido. Se poi l’idea di un risottino non vi convincesse, si può sempre pensare alla cannella, che da tempo immemore è citata come spezia d’amore. E come dimenticare l’immancabile peperoncino che stimolando la vasodilatazione periferica dovrebbe favorire l’afflusso di sangue là dove “serve”. Certo attenzione a non esagerare perché un individuo urlante in preda alle fiamme da peperoncino è tutt’altro che sexi. Ma alla fine la cosiddetta cucina afrodisiaca ha davvero effetti così miracolosi? Anche se le premesse scientifiche in merito non sono sempre così scientifiche, di certo resta l’effetto placebo perché in fondo il desiderio sessuale è il prodotto di tanti fattori, anche psicologici. E un po’ di “chocolat” nell’amore, seppure non dovesse essere di per sé erotizzante, resta di certo un modo gustoso e sensuale di vivere l’intesa con il partner. A patto di non mangiarne una tonnellata, perché afrodisiaca o no la cioccolata resta di certo ipercalorica. L’importante è non lasciarsi abbagliare: la polvere di ossa di tigre, tanto ricercata per il suo ipotetico effetto sull’arte amatoria non serve a nulla, neppure se infilata in bottiglie di vino da 130 dollari l’una con dentro pezzi di ossa del povero felino posti a macerare in un liquore di riso. Sarà questione di gusti ma non credo che nessuna donna berrebbe volentieri questa “ricercata” e macabra brodaglia. Magari disperate sì, ma c’è un limite a tutto!

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